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mercoledì 23 novembre 2011

EFFETTI FOTOSINTESI

Foglie sintetiche per produrre energia

Due ricerche Usa tentano di riprodurre gli effetti della fotosintesi

30 settembre, 18:35

La foglia artificiale relaizzata dal Mit (fonte:  Dominick Reuter) La foglia artificiale relaizzata dal Mit (fonte: Dominick Reuter)
Convertire acqua e anidride carbonica in energia: è quanto stanno facendo due esperimenti americani pubblicati sulla rivista Science, che puntano a costruire foglie artificiali, imitando quello che fanno le foglie con l'aiuto del Sole.

Il gruppo di ricerca guidato da Steven Reece, dell'azienda Sun Catalytix, in collaborazione con Massachusetts Institute of Tecnology (Mit) lo Science Park di Amsterdam, ha realizzato un sistema in grado di sfruttare l'energia solare per 'rompere' le molecole d'acqua e produrre idrogeno. A differenza dei metodi usati dai precedenti lavori a riguardo, il nuovo studio utilizza materiali economici e non pericolosi per l'ambiente. La novità del loro sistema, che ha un'efficienza del 4,7%, è che incorpora in un unico strumento i sistemi di produzione dell'idrogeno senza dover prima produrre elettricità che poi viene utilizzata per la scissione dell'acqua.

Un altro studio, guidato da Brian Rosen dell'Università dell'Illinois e condotto in collaborazione con l'azienda Dioxide Materials, si è concentrato invece sulla fase della fotosintesi durante la quale l'energia del Sole favorisce l'estrazione di elettroni dalle molecole d'acqua: particelle elettricamente cariche che permettono di legare il carbonio fino a produrre zuccheri. L'imitazione di questo meccanismo era finora possibile all'interno di celle elettrochimiche, ma con la necessità di fornire molta energia al sistema per mantenerlo stabile. Questo nuovo studio dimostra che, utilizzando alcuni materiali, è possibile stabilizzare la reazione senza dispendio di energia.

domenica 20 novembre 2011

PROTOTIPO DI WOLKSWAGEN UP LITE







Volkswagen Up Lite debutta al Salone di Los Angeles 2009 : si tratta di una sofisticata ibrida molto vicina all'iter produttivo, rivale di Honda Insight e Toyota Prius, munita di motore TDI, unità elettrica e DSG.  Volkswagen Up Lite è l'ibrida della casa di Wolfsburg  stella del Salone di Los Angeles . Una "2 litri" tecnologicamente avanzata che potrebbe presto circolare in tutto il mondo. Una volta sul mercato, presumibilmente entro un paio d'anni, dovrà fronteggiare Honda Insight, Chevrolet Volt e Toyota Prius. Questa Volkswagen dal peso di soli 695 kg si basa in gran parte su componenti della futura New Small Family, una serie completamente nuova che sarà introdotta nei primi mercati già a fine 2011. La concept Up! Lite prosegue la strategia della Volkswagen che intende offrire qualità high-tech di massimo livello nelle vetture di tutte le classi, rendendo in tal modo il progresso accessibile a tutti. La Up! Lite è stata concepita come campione di versatilità, in grado di affrontare gli spostamenti in città, i percorsi quotidiani verso il luogo di lavoro e, naturalmente, anche i viaggi lunghi in modo molto più economico ed ecologico.

Per quanto riguarda la tecnica propulsiva, il cuore della Up! Lite è costituito dal nuovissimo motore Turbodiesel due cilindri 0.8 litri TDI da 51 CV, supportato da un motore elettrico (10 kW). Quest’ultimo, progettato come modulo di avviamento a impulsi (motorino di avviamento, alternatore e propulsore elettrico), è anche in grado di fornire una spinta supplementare e di recuperare l’energia cinetica (sistema di recupero dell'energia). Nella fase di spinta, ad esempio durante un sorpasso veloce, il motore TDI e il motore elettrico erogano una potenza complessiva di 65 CV. Un derivato del TDI montato sulla Up! Lite, d'altra parte, è stato impiegato anche a bordo del prototipo L1, presentato dalla Volkswagen lo scorso settembre al Salone Internazionale di Francoforte.
La propulsione ibrida della Up! Lite è stata progettata in modo tale che la vettura possa funzionare senza intervento del motore TDI in due fasi di esercizio: durante la cosiddetta marcia per inerzia, attivata dal rilascio del pedale dell'acceleratore, in cui la vettura procede e il motore TDI rimane spento, e durante la marcia su distanze brevi, ad esempio nei centri abitati, in cui il motore elettrico è in grado di azionare da solo la Up! Lite. In quest’ultimo caso, l'energia necessaria è fornita da una batteria agli ioni di litio. Grazie alla possibilità di disporre della propulsione esclusivamente elettrica, questo tipo di propulsione viene classificata come full-hybrid. I cambi marcia sono eseguiti mediante un cambio DSG a doppia frizione con 7 marce, utilizzato ad esempio anche nella nuova Polo. Inoltre la Volkswagen è dotata del sistema start/stop.

Naturalmente nella Up! Lite non si è rinunciato minimamente al comfort e alla sicurezza. La vettura, dotata di ESP, ha un abitacolo molto spazioso completo di airbag, delle più moderne funzioni di comando e dei sistemi d’informazione. Senza contare la piacevole sensazione di trovarsi all'interno di una carrozzeria in alluminio, acciaio e fibra di carbonio, altamente innovativa in termini di sicurezza. Il prototipo della Volkswagen raggiunge la velocità massima di 160 km/h con una buona accelerazione: da 0 a 100 km/h impiega 12,5 secondi.

La Up! Lite rappresenta un concentrato delle soluzioni più innovative a livello ingegneristico, non soltanto sul fronte dell'efficienza della propulsione e della leggerezza della carrozzeria. Basti pensare ad esempio, alla griglia del radiatore che si chiude e si apre automaticamente a seconda del raffreddamento richiesto dal motore, oppure alla funzione dei classici specchietti retrovisori ora svolta da tre telecamere con risultati migliori e con un netto vantaggio in termini aerodinamici.